MORONI ARCHITETTURA 2.0

Casa T

Ristrutturazione di unità immobiliare disposta su due piani.

Arredi – scala sospesa –  accessori – finiture – illuminazione su disegno dell’Architetto.

anno 2019

ph. Marcello Mariana

 

La sfida _ Una giovane coppia con figli ancora in tenera età, trovandosi di fronte all’esigenza di poter usufruire di maggiore spazio domestico per il proprio nucleo familiare, aveva dunque provveduto all’acquisto di una nuova unità immobiliare disposta su due livelli, di cui il secondo da adibirsi a zona notte con copertura lignea a vista, collegati da un’angusta scala prefabbricata posta in posizione centrale tra la cucina ed il locale igienico di servizio. La distribuzione degli ambienti, seppur al rustico, risultava già in essere su entrambi i piani, così come la presenza dell’impianto di riscaldamento a pavimento già posato che giocava decisamente a sfavore in vista di una rivisitazione dell’intero appartamento sulla base delle nuove richieste della committenza.

L’approccio _ L’approccio progettuale si è così evoluto nelle modalità sartoriali del “taglia e cuci”, andando a valorizzare le preesistenze non modificabili e provvedendo ad effettuare mirate opere di demolizione, ricostruzione ed integrazione che potessero dare un nuovo assetto distributivo e nuova linfa all’esistente, nel tentativo di creare un contesto giovane, frizzante e

La zona living _ Al fine di dare maggior respiro agli ambienti, nel tentativo di garantire un continuum visivo che andasse a spezzare la classica e scontata settorializzazione dettata dalla presenza dei divisori, si è optato per una distribuzione spaziale di tipo open space, con l’ingresso a fare da zona filtro centrale capace di mitigare il passaggio rispettivamente da cucina a soggiorno (e viceversa). Si è provveduto a creare un controsoffitto che potesse ritagliare questo volume all’interno di quello più ampio della zona living, andando altresì ad ospitare una mirata illuminazione indiretta che potesse adattarsi con questa sua diversificazione e mutevolezza alle differenti esigenze che i fruitori avrebbero incontrato nel corso della giornata. Una di queste risiedeva nella volontà da parte dei proprietari di separare per privacy la cucina dall’attiguo soggiorno, mantenendo però la possibilità di controllare i propri bambini che qui trascorrevano il tempo libero giocando, disegnando e leggendo. Questo ambiente risulta infatti polivalente, potendo contare su ciascuno dei due lati lunghi rispettivamente di un mobile sospeso con soprastante televisione e libreria, dotati di un’illuminazione dedicata che ne potesse valorizzare i volumi ed il rigore geometrico e di un arredo contenitore sull’opposta parete dotato di una mensola in legno che articolandosi sulla parete genera movimento volgendo sul finire il suo andamento verso terra, tramutandosi in una piccola scrivania con angolo studio. La scelta è dunque ricaduta su questa parete vetrata dotata di un minimale telaio nero che oltre a fare da cornice, potesse far emergere il vetro, qui inteso come elemento di divisione e nel contempo di trasparenza e permeabilità. Al suo centro trova collocazione una porta a bilico a tutta altezza, priva di cardini, ben riconoscibile una volta aperta nella sua interezza, ma perfettamente celata quando richiusa, merito della minimale maniglia in dotazione.

La cucina _ La cucina, disposta a Sud, è qui volutamente organizzata sui suoi lati perimetrali, così da poter lasciare il maggior spazio fruibile al centro dell’ambiente ove l’unico elemento di arredo è rappresentato dal tavolo da pranzo, isolato, da intendersi concettualmente come elemento di riunione del nucleo familiare. E’ stata inoltre pensata come compositivamente e cromaticamente neutrale, giocando su di un rivestimento di colore bianco lucido con top scuro, perfetta cornice dell’elemento da intendersi come fulcro dell’intero progetto intorno al quale si articolano i vari ambienti in una sincronizzata coesistenza, la scala sospesa.

La scala _ Questo elemento di design realizzato su disegno dell’architetto, appare qui come una rivisitazione della scala originaria, prefabbricata, chiusa all’interno del vano ad essa dedicato incastrata in un ambiente angusto e privo di luce, dal quale ne riprende solamente la medesima collocazione e andamento, mostrando ora la sua veste più vera, ossia quella di elemento fulcro del progetto, totalmente partecipe dell’ambiente che lo circonda. Particolare attenzione è stata risposta durante la fase progettuale nella cernita dei materiali, al loro posizionamento e a come questi potessero coesistere senza che uno prevalesse sull’altro, garantendo un corretto equilibrio tra le parti: il ferro che qui rappresenta l’anima portante, lasciato al grezzo e protetto solo con uno strato di trasparente, il legno che caratterizza le pedate e gli elementi verticali di collegamento e sospensione, il basamento in resina che prosegue al di sotto di essa creando una mensola, mettendo conseguentemente in mostra le sue poliedriche caratteristiche. Si noti come volutamente non si sia realizzata la prima alzata della struttura in ferro, nel tentativo di conferire leggerezza e sospensione, in totale antitesi con la pesantezza ed il radicamento al suolo della parte sottostante dove sono ricavati gli ulteriori gradini. Affinchè la scala non apparisse all’occhio del fruitore come costituita da due elementi tra loro avulsi, ci si è avvalsi di montanti verticali con lo scopo di creare un collegamento tra le parti, dando conseguentemente l’idea di coesione ed unicità. A testimonianza del fatto che la scala sia ora un elemento perfettamente inserito nel contesto, si osservi come nel bagno di servizio della zona living il suo andamento circolare di risalita, qui enfatizzato dall’utilizzo del colore bianco su sfondo scuro, sia perfettamente enunciato, riuscendo a convivere armoniosamente con le mattonelle a mezza altezza che rivestono le pareti perimetrali. Fondamentale appare altresì la scelta e la collocazione della luce a servizio dell’architettura e delle forme, qui proposta sotto forma di strisce led verticali volte a richiamare i montanti in ferro e legno, accompagnando il fruitore nella sua salita alla zona notte.

La zona notte _ Questa è la parte più intima e raccolta dell’abitazione, caratterizzata da un clima caldo e a dimensione d’uomo, grazie anche alla presenza della copertura lignea a vista, qui opportunamente pitturata con un leggero strato di bianco senza che questo la ricopra totalmente, facendo così emergere nodi e venature, enfatizzando conseguentemente il suo effetto materico. Consta di un corridoio centrale che garantisce l’accesso ad ogni singolo ambiente, con la presenza di un piccolo ballatoio protetto da una vetrata a tutta altezza che fornisce una visuale privilegiata sulla sottostante scala sospesa ai proprietari di casa, permettendo altresì che la luce della zona giorno possa salire, regalando altresì un conseguente senso di ampiezza.

La camera padronale appare essenziale nella sua organizzazione spaziale: al centro troviamo il letto sospeso che dà l’idea di galleggiamento e di essere totalmente sorretto dalla retrostante boiserie, qui volutamente di colore scuro, dotata di una dedicata illuminazione a led perimetrale volta ad enfatizzare forme minimali.

La camera dei bambini riprende il medesimo concetto della precedente, rivisitandolo attraverso il disegno di un mobile su misura che seguisse con i suoi volumi ed il suo rigore geometrico l’andamento obliquo della copertura lignea senza però mai incrociarla, così da non mischiarsi con essa, ma valorizzandone le forme e rispettandone la sua presenza.